Approfondimenti


XXVII Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2018 
La struttura del Rapporto presenta una sezione internazionale che si focalizza sulle dinamiche a livello globale ed europeo, ed una parte nazionale che si concentra sulla presenza nel nostro Paese di oltre 5 milioni di cittadini stranieri: il lavoro, la scuola, la cittadinanza, la salute, la devianza sono i principali temi oggetto dell’analisi. Il tutto arricchito dalle voci di esperti che hanno contribuito ad approfondire alcuni ambiti ritenuti di particolare attualità nel dibattito pubblico sul tema dei migranti. Un’emergenza culturale che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo, mettendo in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall’altro lato di accompagnare le  comunità verso l’acquisizione di una nuova ‘grammatica della comunicazione’ che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone.
Sintesi rapporto immigrazione 2018

 

Nel 1° rapporto di Caritas Italiana e CSVnet la mappatura di 178 “negozi” attivi e almeno 20 in avvio: più della metà aperti nell’ultimo triennio. Nel 2017 servite 30 mila famiglie e 105 mila persone, per un quarto sotto i 15 anni. Oltre 100 mila le ore annuali di servizio, garantite finora da 5.200 volontari.
Gli empori sono una forma avanzata di aiuto alle famiglie che vivono situazioni temporanee di povertà; spesso costituiscono un’evoluzione delle tradizionali e ancora molto diffuse (e indispensabili) distribuzioni di “borse-spesa”.
Si tratta di un modello che ha conosciuto una crescita impressionante nell’ultimo triennio: il 57% degli empori (102) ha aperto tra il 2016 e il 2018, quota che sale al 72% se si considera anche l’anno precedente. Nella quasi totalità dei casi gli empori sono gestiti da organizzazioni non profit, spesso in rete fra loro: per il 52% sono associazioni (in maggioranza di volontariato), per il 10% cooperative sociali, per il 35% enti ecclesiastici diocesani o parrocchie, per il 3% enti pubblici.
Il rapporto Empori solidali 2018

 

 

La 16a edizione del Rapporto povertà, dal titolo “Futuro anteriore”, si concentra sul tema della povertà giovanile in Italia e in Europa. Questa scelta è in sintonia con l’attenzione di tutta la Chiesa alle future generazioni, a partire dalla recente 48a Settimana sociale dei Cattolici italiani di Cagliari (26-29 ottobre) e della prossima XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi della Chiesa universale, che si svolgerà nel mese di ottobre 2018 e che avrà come tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».
Sulla base di dati pubblici e di fonte Caritas, aggiornati al 2017, vengono presentate le principali aree di criticità della condizione giovanile, nelle sue diverse aree di vulnerabilità. È inoltre riportato nel testo un panorama delle iniziative Caritas nel settore del disagio giovanile, oltre ad alcune proposte e riflessioni sullo stato delle politiche di contrasto della povertà in Italia e in Europa.
La diffusa situazione di vulnerabilità dei giovani emerge con chiarezza anche dal “Cares Report”, il rapporto sulla povertà di Caritas Europa che sarà presentato nei primi mesi del 2018, e che comprende anche dei report specifici sulle differenti situazioni nazionali.

 

 DOSSIER SUI RIFUGIATI 2018

 DOSSIER MICROPROGETTI DI AUTOSVILUPPO 2018

 DOSSIER KENIA DEMOCRAZIA IN CAMMINO Partecipazione responsabile e inclusiva per la lotta alla fame e alla povertà

 

 

 

Dossier Caritas Italiana sui Balcani 2018 “Futuro minato”

 

 

 

 Rapporto Caritas sulle politiche per le povertà 2017

 

E’ stato presentato on-line il 17 ottobre 2016 il Rapporto 2016 di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Vasi comunicanti, che affronta questi temi allargando il proprio sguardo oltre i confini nazionali, cercando di descrivere le forti interconnessioni che esistono tra la situazione italiana e quel che accade alle sue porte. Il Rapporto è frutto dell’analisi dei dati e delle esperienze quotidiane delle oltre duecento Caritas diocesane operanti su tutto il territorio nazionale, aggiornati al 2016.
Un focus particolare è stato dedicato all’analisi dei dati contenuti in vari rapporti di ricerca, prodotti da organismi internazionali e Caritas europee.

 

Rapporto 2015 sulla povertà e l’esclusione sociale, dal titolo “Povertà plurali”, approfondisce il tema del diritto al cibo in contesti europei, le azioni poste in essere da Caritas per contrastare il fenomeno della povertà alimentare, dai pacchi viveri agli Empori della Solidarietà, ma anche un momento di riflessione sulle politiche necessarie a garantire tutele adeguate affinché ciascuno possa provvedere autonomamente a sé e alla propria famiglia. Nella stessa occasione Caritas Europa ha presentato  l’azione di advocacy sul diritto al cibo e le sue ricadute sulle istituzioni europee.

 

4° Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2017  (a cura di Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Anci/Sprar/Cittalia e in collaborazione con l’Unhcr)

 

 

 Rapporto 2016 sulle politiche contro la povertà in Italia “Non fermiamo la riforma”

 25°Rapporto Immigrazione Caritas – Migrantes 2016

 Per servire le Caritas parrocchiali (Pdf)

 Ascoltare, osservare, discernere don Salvatore Ferdinandi (pdf)

 

Per educare ed educarci alla carità: il Concilio Vaticano II e la Caritas
Don Salvatore Ferdinandi ha tenuto la prima conferenza alla riscoperta della Gaudium et Spes
PER EDUCARCI ED EDUCARE ALLA CARITA’.Proprio la carità ha rappresentato il nucleo fondamentale dell’incontro a partire da uno dei messaggi fondanti della Gaudium et Spes: quello che invita la Chiesa ad essere fermento del territorio in cui opera, strumento che dà sapore all’agire dell’uomo. Partendo da questo presupposto Don Salvatore ha aperto la sua relazione che, già nel titolo, indicava il filo conduttore: ‘Per educarci ed educare alla carità- il Concilio Vaticano II e quarant’anni di Caritas. Metodo e strumenti pastorali’. Nella prima parte si è cercato di analizzare i bisogni e i diversi contesti che oggi interpellano i cristiani. È emerso come, a fronte di una competizione e di un individualismo esasperato, accentuati da una forte crisi dei valori fondamentali (come giustizia, onestà, prossimità, accoglienza, famiglia, spiritualità), vi è nella società un forte bisogno di dignità, di rispetto dei propri diritti, di prospettive di speranza e di opportunità. Dal punto di vista culturale si può notare un impellente bisogno di relazioni umane significative, di senso, di orientamento, di legami con la memoria e di opportunità progettuali. Questo ‘bisogno’ si scontra con un’esistenza appiattita sul presente e con la difficoltà di vivere la comunicazione, la relazione e la fiducia, sia in senso interpersonale sia verso le Istituzioni. Don Salvatore, riferendosi alla sfera più propriamente ecclesiale, ha fatto risaltare il bisogno di attuare dentro le Chiese locali le importanti acquisizioni del Concilio Vaticano II. In particolare ha fatto riferimento all’esigenza di inquadrare la Chiesa come soggetto di pastorale che si sviluppa attorno a tre dimensioni costitutive: Parola, liturgia e testimonianza, e alla necessità di una rivalutazione della Chiesa particolare come anima e fermento del mondo. Oggi, invece, ci troviamo davanti ad una religiosità che rischia di diventare ritualismo, a dei fenomeni di rigetto del Vaticano II, alla paura di contaminarsi con il diverso e di confrontarsi con il mondo e infine alla pratica di una carità ridotta ad elemosina occasionale.
POVERTA’ MATERIALI E VALORIALI. In estrema sintesi, secondo il relatore, convivono oggi diversi tipi di povertà: povertà materiali, generate da mancata risposta a bisogni primari, quali cibo, vestito, salute, casa, lavoro, studio etc.; povertà relazionali, generate da mancata risposta a bisogni relazionali che causano forme di solitudine e isolamento: anziani, malati mentali, carcerati, handicappati, immigrati, famiglie monoparentali, ‘; povertà di senso generate da mancanza di valori di riferimento, di significato della propria e dell’altrui vita.

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