Comunità di Sant’Egidio – corrispondenza con gli anziani della residenza di Collerolletta al tempo del Covid

La vita degli anziani al tempo della pandemia, assume i colori cupi della solitudine, della lontananza forzata dai propri congiunti e dalle persone amiche, che usualmente condividevano con loro momenti della giornata. Come accade da più di 15 anni nella residenza sanitaria assistenziale di Collerolletta a Terni, che ospita circa 80 anziani, dove, fino al marzo scorso, i volontari della Comunità di Sant’Egidio di Terni hanno portato amicizia, solidarietà e allegria.
«Un rapporto d’amicizia con gli anziani – spiega Maria Grazia Proietti, geriatra e guida della Sant’Egidio di Terni – con i quali abbiamo trascorso tutti i Natali insieme, abbiamo fatto gite, periodi di vacanza insieme, abbiamo pregato insieme, cantato, insomma siamo diventati inseparabili. Poi il virus ci ha separati, non siamo potuti più a far visite nella residenza, ma non ci siamo lasciati, mai».
E qui entra in gioco la creatività dell’amore, perché oltre alle notizie sulla salute degli anziani portate agli amici della Sant’Egidio da parte degli operatori sanitari della residenza, è iniziato un servizio “postale” dedicato a loro, con lettere, videomessaggi e sms. Le risposte degli anziani non si sono fatte attendere. Messaggi pieni di vita, pieni di speranza, di amore: “Cari amici – scrive A. 98 anni – sento molto la vostra mancanza, di quei sabato pomeriggio, delle vostre parole, del vostro conforto”.
Poi le parole di Mario: “Cosa dirvi, che non vi penso? Sarebbe una bugia, perché ci mancate tanto. Eravate sempre presenti, avevate sempre una parola dolce per noi. Spero con tutto il cuore di ritornare presto a vederci”.
E scrive Gina: “Ero felice quando venivate a trovarci e mi faceva piacere venire a messa, ci rendeva attivi”.
“Ricordate alcune persone nelle loro caratteristiche così minuziosamente e penso che sia per voi un grande dolore – scrive Elisa – sapete che alcuni sono volati in cielo e non potrete rivederli più ma nonostante questo ci regalerete, spero, quanto prima, i vostri bei sorrisi”.
Uno scambio epistolare che continua ancora. Un messaggio per la società nel ricordare il valore delle persone anziane, malate, della loro grande dignità nella sofferenza, nel dare la ragione della speranza anche al loro vivere.
«Ho un timore – conclude Proietti – non è che in questa nostra società così confusa si stanno mettendo le basi per iniziare a promuovere quella “cultura dello scarto” che tanto preoccupa Papa Francesco? Noi vogliamo costruire una cultura dell’uomo. Vogliamo ancora rendere ragione della speranza che anima ogni vita, dall’inizio alla fine».