Amelia – festa di Santa Fermina – Il programma

Martedì 24 novembre ad Amelia si celebrerà la festa di santa Fermina, patrona della città e copatrona della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Una celebrazione che è un evento religioso e civile, un incontro tra Amelia e Civitavecchia per rinsaldare il gemellaggio tra le due città nel nome della comune patrona Fermina, giovane martire del III secolo.
Quest’anno le celebrazioni saranno in forma ridotta e numero limitato di fedeli alle singole celebrazioni, secondo le disposizioni di distanziamento e anti Covid 19.
“In questo tempo di particolare prova per il mondo ed anche per la nostra Italia e il nostro territorio, la festa di santa Fermina vuol essere ancor più una occasione di preghiera e di supplica perché il Signore ci liberi de questo male e da tutti i mali che affliggono l’umanità. Il suo esempio e la sua testimonianza nel martirio ci sia di esempio e di incoraggiamento a rimanere fedeli al Signore”.

PROGRAMMA
Triduo in preparazione alla Festa della Santa
da sabato 21 a lunedì 23 novembre ore 17.00 S. Rosario – ore 17.30 S. Messa
Lunedì 23 novembre ore 17 S. Rosario – ore 17.30 Primi Vespri della Solennità – Celebrazione Eucaristica
Martedì 24 Novembre – Solennità di Santa Fermina ore 08.00 – 09.15 -10.30 Sante Messe
Ore 12 solenne celebrazione in comunione con la Chiesa di Civitavecchia presieduta dal Vicario generale della diocesi di Terni-Narni-Amelia mons. Salvatore Ferdinandi.
La celebrazione di più messe nella mattina permetterà di evitare assembramenti e il rispetto rigoroso del distanziamento e di tutte le norme and Covid.
Durante tutta la mattina ci sarà la possibilità di accostarsi al Sacramento della Confessione esclusivamente nella Cappella Farrattini ampia e riservata.
Alle ore 17.30 Solenne Concelebrazione presieduta da mons. Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia. Al momento dell’offertorio la sindaca Laura Pernazza offrirà il cero votivo a nome della Città e del comprensorio. Saranno presenti alla Liturgia le Rappresentanze dell’Ente Palio e delle Contrade. I canti liturgici saranno eseguiti dalla Cappella Musicale della Concattedrale.
La celebrazione sarà trasmessa sul canale Youtube della basilica concattedrale di Santa Fermina e dal canale Facebook della diocesi di Terni-Narni-Amelia e in su Mep Radio Umbria.

SANTA FERMINA
Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone, sollecitata da una fede fervida e operosa. Secondo la sua passio, che non è anteriore al sec. VI, Fermina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore.
Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Fermina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il 1° dicembre.
Denunciata come cristiana, Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana. Più tardi anche lei subì il martirio. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all’ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai Cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.
Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae); una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall’intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto, sulla quale è stato successivamente costruito il Forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti.
Dopo oltre 17 secoli, Fermina è un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficoltà della vita e, le celebrazioni in suo onore, mostrano, ancora oggi, l’intensa devozione che la popolazione locale da secoli destina alla propria patrona. La festa di Santa Fermina a Civitavecchia si celebra il 28 Aprile, giorno in cui giunsero nella città le reliquie donate dalla città di Amelia (28 aprile 1647).