Cattedrale – Settantesimo anniversario della morte del venerabile Giunio Tinarelli

Celebrato il settantesimo anniversario della morte del venerabile Giunio Tinarelli mercoledì 14 gennaio 2026 nella cattedrale di Terni, dove si trova la sua tomba, con la solenne messa presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrata da padre Angelo Gatto delegato diocesano per la pastorale della Salute, da don Woichiech Grzegorek, alla presenza dei parenti di Giunio, dei membri dell’Unitalsi sottosezione di Terni, del Centro Volontari della Sofferenza e della la consulta della Pastorale della Salute, che hanno promosso la manifestazione.
Il 14 gennaio 1956 Giunio Tinarelli moriva nel suo letto nel quale era immobilizzato da oltre vent’anni per una grave malattia. Aveva appena 44 anni e una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza, di apostolato come ha ricordato il vescovo nell’omelia: “la vita di Giunio era stata tutta un cantico di gioia per l’attuazione della volontà di Dio, nel più completo abbandono a Maria SS.ma. egli era stato sempre operaio. Prima delle acciaierie di Terni, poi operaio dello Spirito, mediante lo Spirito per la vita di grazia aperta alla speranza. Giunio, per questo tuo apostolato ti affidiamo la nostra povera storia affinché con il tuo stesso spirito di fede e di totale abbandono in Dio possa ricuperare il senso della vita e metterlo a servizio del Regno. Ti chiediamo e ti chiedo intercessione per i malati nel corpo e nello spirito. Ti chiediamo e ti chiedo intercessione per i ragazzi e i giovani perché siano aperti alla voce dello Spirito mediante la conoscenza del Vangelo e l’incontro con il Signore unico salvatore del mondo”. La celebrazione si è conclusa presso la tomba di Giunio dove è stata recitata la preghiera a Giunio composta dal vescovo Soddu, e la benedizione finale del vescovo.

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La celebrazione è stata preceduta al Museo diocesano di Terni dal convegno “Un cuore più grande del dolore: Giunio Tinarelli, mons. Novarese la fecondità di una Convocazione” a cura di don Woichiech Grzegorek presidente della confederazione internazionale del Centro Volontari della Sofferenza.

santino Giunio Tinarelli

 

Il venerabile Giunio Tinarelli trascorse venti nell’immobilità ed è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza, di una fede incrollabile, testimoniata con forza nel dolore. Una vocazione che ha segnato la vita del giovane operaio delle Acciaierie, sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio, fin quando la poliartrite anchilosante e spondilite non gli consentirono più alcun movimento, ma non impedirono al giovane Giunio di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes con il treno dei malati. Fece parte del Centro volontari della Sofferenza e tra i Silenziosi operai della Croce si consacrò a Dio. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere, conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri.

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