Celebrata in una gremita basilica di San Valentino, nella mattinata del 14 febbraio, dal mons. Domenico Cancian vescovo emerito di Città di Castello, la solennità di san Valentino , patrono di Terni e degli innamorati e copatrono della diocesi di Terni-Narni-Amelia. La messa è stata concelebrata dal vescovo della diocesi mons. Francesco Antonio Soddu, dal vicario generale della diocesi mons.Salvatore Ferdinandi, dal parroco di San Valentino padre Josline Peediakkel, dai sacerdoti della diocesi e dai padri carmelitani, alla presenza del sindaco di Terni Stefano Bandecchi.
La celebrazione è stata animata dal coro di Giulia della basilica di San Valentino.
“San Valentino fa parte dell’identità del popolo di questa chiesa e della città nella forma più bella – ha detto mons. Cancian nell’omelia -. Tutti siamo affascinati da questa persona che non è un eroe, un personaggio o un influencer, noi celebriamo un santo, testimone di Cristo e del Vangelo e di una umanità migliore. Valentino ha risposto alla sua vocazione sia come vescovo, che come uomo, come cultore della verità e dell’amore. San Valentino è attuale e vuole dirci che la santità cristiana è opera di Dio, è grazia del Signore che trasforma la vita”.
“Un santo che è estremamente attuale – ha proseguito mons. Cancian – che ha dato la testimonianza più alta come vescovo e come uomo, ad immagine del buon pastore Gesù, che ha dato la vita per noi. Chi segue Gesù non è un mercenario, il buon pastore invita a non approfittare invece che farsi servitore, a non servirsi invece che servire, non strumentalizzare a proprio favore. Piuttosto insegna ad accogliere l’umanità dispersa, smarrita, sbandata che non ha speranza.
La presenza di tante persone oggi a questa celebrazione dice che, a distanza di secoli, una vita spesa per il Vangelo trova un riconoscimento ecclesiale e sociale perenne.
La tradizione di San Valentino patrono degli innamorati e dell’amore delle tradizioni nate dalla sua vita e testimonianza, invita a riscoprire la storicità e comprenderla nella fede, perchè da qui nascono quelle tradizioni che devono elevare il senso della santità di Valentino, uomo colto, che affrontò dispute teologiche e filosofiche, che fece prodigi e miracoli, attentando con la sua testimonianza di fede al potere sociale e politico romano. La fede vera porta, in chi accoglie sul serio la testimonianza vera e convinta, coraggiosa nelle parole ma soprattutto nei fatti, fino al dono della vita.
Una testimonianza rivolta ai giovani, una persona che vive il Vangelo con forza, con entusiasmo tanto da convincere i giovani universitari del suo tempo con il ragionamento e la fede, una riflessione cristiana e culturale, che non sono disgiunte. La fede porta un modo di vivere nuovo nella vita personale, nella società e nelle relazioni, nella realtà. La sua è una testimonianza alta e profonda non semplice folklore, che parala di un amore che è cura, che è impegno, che è consapevolezza dell’altro, che è fraternità, che è pace. Questa festa non deve lasciare il tempo che trova, ma che questa bellissima testimonianza di San Valentino cambi la vita davvero” ha concluso mons. Cancian.
San Valentino 2026 – celebrazione del 14 febbraio in basilica
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