Pasqua 2026 – celebrazione della Pasqua di Risurrezione nella concattedrale di Narni. Le foto e il video

Celebrata la Pasqua di Risurrezione, il 5 aprile, nella concattedrale di Narni dal vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrata dal parroco don Sergio Rossini e animata dalla corale del Duomo.
All’inizio della celebrazione con il rito dell’aspersione con l’acqua lustrale, benedetta nella veglia pasquale è stata fatta memoria del Battesimo, per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.
«La sublimità del messaggio pasquale – ha detto il vescovo – nei racconti che in questo giorno santissimo ci vengono presentati dalla liturgia della Parola, raccolgono la testimonianza di coloro che in un modo o nell’altro sono stati inondati da questa inedita esperienza. in tutte queste vicende ci siamo noi, ciascuno di noi, chiamati ad uscire dalla notte delle nostre chiusure, delle nostre paure e vivere veramente e in forma nuova la risurrezione di Gesù che ci è donata mediante il sacramento della rigenerazione, il Battesimo».
«La pasqua è sempre una novità sia personale che comunitaria  – ha aggiunto il presule – e la conseguenza che da essa deriva, che deriva da questa gioia incontenibile, è la corsa, ossia il desiderio incontenibile suscitato dall’amore, per raccontare e condividerne l’esperienza. È quella sana inquietudine nel portare concretamente qualcosa di totalmente altro, un amore oblativo non morto e sepolto ma vivo e vivificante, che dà energia nuova, anche in mezzo a un mondo votato alla morte. Dobbiamo ammettere che ai nostri giorni la corsa in questo senso sembra sia demandata, delegata, affidata (come anche le diverse esperienze) ad una sorta di lavoro a distanza, di lavoro leggero. Il Signore ci insegna tutto il contrario, ossia ad annullare le distanze e a creare rapporti concreti di vicinanza e prossimità. La pasqua non può essere ridotta ad un racconto; essa è una esperienza di vita da accogliere e condividere. E più si accoglie e condivide più si contribuisce a creare persone e comunità autentiche, capaci di umanità ed essere costruttori di pace. Non si tratta quindi di ripetere la pasqua quanto piuttosto di rivivere la novità della vita, del respiro del nuovo palpito che entrando in noi ne riattiva la buona e sana circolazione. Questo significa essere rinati a vita nuova, questo significa essere battezzati».
Infine, il saluto della comunità al vescovo da parte del parroco don Sergio e la consegna di alcuni doni che ricordano il territorio narnese.

L’OMELIA DEL VESCOVO

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