Diocesi – Comunicazione in merito alla situazione canonica della fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX)

L’amministratore diocesano don Matteo Antonelli ha inviato la seguente nota ai presbiteri, ai diaconi e ai fedeli laici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia:
“in questo tempo particolare di sede vacante della nostra Diocesi, in cui siamo invitati dal Signore a raccoglierci ancora di più insieme, uniti in un cuore solo e in un’anima sola, sento forte il dovere di custodire e confermare la nostra comunione ecclesiale. Proprio l’Eucaristia e l’unità visibile attorno al ministero pettino costituiscono la fonte e il culmine della nostra fede, impedendoci di cedere allo smarrimento e invitandoci a camminare insieme sulle vie del Vangelo. In data odierna, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato importanti e gravi provvedimenti canonici che toccano direttamente la comunione della Chiesa universale e che richiedono da parte nostra una parola di fermezza, unita a una profonda sollecitudine pastorale. Nonostante i molteplici tentativi compiuti nel corso degli anni per ricondurre alla piena comunione gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre, la situazione si è ulteriormente e gravemente deteriorata. In violazione del diritto canonico e contro la volontà del Santo Padre Leone XIV, il Vescovo Alfonso de Galarreta ha compiuto un atto di natura scismatica consacrando quattro nuovi vescovi (i presbiteri Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier) senza mandato pontificio.
Per tale ragione, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha dichiarato che il Vescovo Alfonso de Galarreta e i quattro sacerdoti da lui consacrati sono incorsi nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Inoltre, la medesima pena di scomunica è stata dichiarata per il Vescovo Bernard Fellay, che ha aderito pubblicamente all’atto scismatico, partecipando direttamente alla celebrazione come coconsacrante.

Di fronte a questi dolorosi eventi, che feriscono gravemente l’unità della Chiesa, desidero richiamare i punti essenziali stabiliti dall’Autorità Apostolica per la tutela dei fedeli della nostra Diocesi, dove opera una discreta presenza di persone vicine a tale movimento:
1. La natura dello scisma: Tutti i ministri sacri della Fraternità sono da considerarsi formalmente in stato di scisma. Pertanto, l’esercizio del loro ministero è totalmente illecito, risultando soggetti alla scomunica prevista dal can. 1364 §1 del Codice di Diritto Canonico.
2. L’illiceità e l’invalidità dei Sacramenti: Si avverte con chiarezza il santo Popolo di Dio che i ministri della FSSPX amministrano illecitamente tutti i sacramenti. In modo particolare, si precisa che il sacramento della Penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono del tutto invalidi per mancanza del necessario potere e della facoltà previsti dal diritto.
3. L’adesione formale e la scomunica per i laici: In conformità con la normativa della Santa Sede, incorrono nella scomunica latae sententiae per scisma anche i fedeli laici che “aderiscono formalmente” alla Fraternità Sacerdotale San Pio X. Come chiarito dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, tale adesione formale implica due elementi complementari: uno interno, consistente nel condividere liberamente e coscientemente la sostanza dello scisma (mettendo l’opzione per i seguaci di Lefebvre al di sopra dell’obbedienza al Papa), e uno esterno, manifestato dalla partecipazione esclusiva alle loro funzioni liturgiche senza prendere parte alla vita della Chiesa Cattolica.

A voi, cari confratelli presbiteri che condividete con me il peso del ministero quotidiano, chiedo di accogliere questa situazione con immensa carità pastorale ma anche con assoluta fermezza dottrinale. Siamo chiamati a istruire con pazienza e chiarezza i fedeli affidati alle vostre cure, spiegando la gravità intrinseca dello scisma. Non si tratta di una rnera questione di sensibilità liturgica, ma di una ferita profonda inferta all’unità sacramentale ed ecclesiologica della Chiesa, il cui perno visibile è il Successore di Pietro.
Vigiliamo affinché le nostre parrocchie siano luoghi di accoglienza serena; dimostriamoci sempre pronti a dissipare i dubbi dottrinali e pastorali ed evitiamo, curando al massimo le nostre liturgie, che la celebrazione delle stesse sia motivo di scandalo per quei fedeli più sensibili a tale spiritualità.
Mi rivolgo ora direttamente a voi, fratelli e sorelle carissimi, che frequentate le comunità e i luoghi di culto della Fraternità San Pio X nel nostro territorio diocesano. Comprendo profondamente il vostro sincero amore per la sacra liturgia, per il senso del sacro e per la venerabile tradizione della Chiesa. Tuttavia, vi supplico come vostro fratello e padre: non anteponete una pur legittima sensibilità rituale alla piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica!

L’atto consumato a Écòne recide drammaticamente i legami nella comunione ecclesiale cattolica. Rimanere formalmente legati a una struttura scismatica non solo espone la persona stessa a una grave irregolarità canonica, ma vi priva della certezza sacramentale, in particolare per quanto riguarda la validità delle Confessioni sacramentali e dei vincoli coniugali. Le porte della Chiesa sono e resteranno sempre spalancate per accogliervi. Vi invito calorosamente a stare pienamente e visibilmente nella comunione della Chiesa, dove la ricchezza della fede cattolica può essere vissuta nella pienezza della grazia e dell’obbedienza filiale, trovando spazio anche per crescere e confrontarci sia su quei dubbi dottrinali che, a giudizio dei membri delle FSSPX, hanno portato a questo atto gravissimo, sia sulle quelle sensibilità liturgiche che caratterizzano la vostra religiosità.

Carissimi, la pienezza della vita cattolica e la fedeltà alla Tradizione si vivono solo all’interno della comunione ecclesiale con il Papa e con i Vescovi in comunione con lui. Nei nostri recenti Orientamenti Pastorali su Mistagogia ed Iniziazione Cristiana, la nostra Chiesa diocesana si è impegnata a rinnovare e curare la liturgia, promuovendo un’ars celebrandi degna, sobria e capace di far scoprire la Grazia e il mistero dell’Eucaristia, affinché nessuno si senta estraneo o muto spettatore. Superando il nemico più terribile del rinnovamento — la mentalità del “si è sempre fatto così” — siamo chiamati a riscoprire insieme la bellezza dei segni liturgici nell’unica liturgia della Chiesa. La Chiesa, come madre premurosa, è sempre pronta ad accogliere con sincero affetto chiunque desideri ritornare nella pienezza della comunione. Per questo, esorto i confratelli sacerdoti della nostra Diocesi a mostrarsi ampiamente disponibili per il sacramento della Penitenza, pronti ad accogliere e a riconciliare con delicatezza e sapienza pastorale chiunque manifesti questo desiderio. Ricordiamo sempre la regola d’oro che guida i. nostri passi pastorali: «la Misericordia di Dio è più forte dei nostri peccati».

Chiedo che la presente Comunicazione sia letta integralmente in tutte le chiese della Diocesi durante le Sante Messe domenicali del prossimo fine settimana e capillarmente diffusa tramite i canali di informazione e albi parrocchiali, affinché nessuno possa ignorare la reale portata di questi eventi e la verità dottrinale. Affidiamo le ferite di questa divisione e il cammino della nostra Diocesi all’intercessione materna di Maria Santissima, Madre della Misericordia e custode della nostra unità”.