Sangemini – celebrazione per la festa del patrono.

Venerdì 9 ottobre a Sangemini, festa liturgica del patrono Santo Gemine, si è tenuta la solenne celebrazione presieduta dall’amministratore diocesano don Matteo Antonelli, concelebrata dal parroco don Iosif Subiac e da don Luca Andreani, con i sacerdoti della vicaria Terni 4, alla presenza del sindaco Luciano Clementella e delle autorità civili e militari. La celebrazione è stata animata dalla corale parrocchiale.
Don Antonelli ha ricordato l’opera di evengelizzazione di Gemine, monaco siriano della seconda metà del secolo VIII, che dopo aver esercitato il mestiere delle armi, si convertì al cristianesimo e decise di dedicarsi in Siria alla vita eremitica, girando vari luoghi finché si trasferì defìnitivamente in Italia, nell’umbra Casventum, l’antica città da cui ebbe origine l’attuale Sangemini che prese il nome dal santo anacoreta poi eletto a suo patrono.
“Santo Gemine ci insegna che la nostra fede non è solo per noi, o per alcuni, ma che il Vangelo del Signore sarà per tutti – ha detto nell’omelia don Antonelli -. Ci insegna a non chiuderci nelle nostre comunità, ma essere per il mondo segno di un’unità più grande, con tutto il genere umano. Ci insegna che santi non si diventa perché si è bravi e si fanno buone, ma perché qualcuno ci ha salvati, Gesù cristo che lo ha guadagnato per tutta l’umanità. Insegna che l’adesione a Cristo deve essere costante anche contro il male che divide, essere più forti del male, Gesù vince e strappa le armi del male. Ci isnwgna oggi da che parte stare, nel seguirlo. E anche questa festa ci ricorda che siamo una bella comunità che non perda di vista Gesù, oggi professando la fede scegliamo Gesù Cristo che è l’unico che libera dal male”