Amelia – Santa Fermina 2025. Mons. Soddu: “la giovane Firmina è esempio fulgido per tutti, di quella luce che nasce dalla ricerca ed incontro col Signore e dal coraggio di essere testimone credibile di speranza di vita”.

Lunedì 24 novembre è stata celebrata solennemente ad Amelia la festa di santa Fermina, patrona della città e copatrona della diocesi. Il pontificale è stato presieduto nella concattedrale dal vescovo Francesco Antonio Soddu, presenti i sacerdoti della vicaria di Amelia e Valle Teverina, del capitolo della concattedrale, e i sindaci di Civitavecchia, Amelia, Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, i cavalieri e dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, i cavalieri dell’Ordine Costantiniano, i rappresentanti del corteo storico e delle contrade di Amelia, i rappresentanti della Capitaneria di Porto di Civitavecchia.
La celebrazione, animata dai canti liturgici eseguiti dal coro della Vicaria di Amelia-Valle Teverina, è stata preceduta dalla rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346, da parte dei comuni del comprensorio amerino e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” portata da Civitavecchia in staffetta dalle associazioni sportive di Civitavecchia e Amelia.
“Il tempo che stiamo vivendo è costellato, intriso di paure  – ha detto il vescovo nell’omelia – dalle quali spesso non si riesce ad uscire oppure quando capita se ne vien fuori ma pagando un caro prezzo. Pensiamo ad esempio alle guerre. Si arriva a una sorta di compromesso tra le parti dopo aver seminato morte e raccolto semi di morte, i quali prima o poi causeranno ulteriori conflitti. È questo solo un esempio, se ne potrebbero fare degli altri. Ma chiediamoci quale sia o quali siano le strade per raggiungere gli obiettivi prefissati o i desideri che si vogliono raggiungere in merito. Chiediamoci se veramente la ricerca del bene che si desidera, che tutti desideriamo, è guidata dal desiderio di cercare il Signore? Santa Firmina ci insegna che senza questa ricerca e senza questo incontro con il Signore, la vita si riempie di non senso. Certo potremmo dire si continua a vivere anche senza Dio, certo che si può come di fatto avviene.
Ma una cosa è vivere respirando soltanto ed anche mangiando, e per di più anche guadagnando. Altro invece è vivere avendo con sé e in sé il senso profondo dell’esistenza che va oltre il respirare, il mangiare il guadagnare”.
Ed ha poi aggiunto: “Santa Firmina ci insegna che la vita va sì consumata ma come la candela, come i ceri che voi avete offerto in questa solennità. Una vita che si consuma diffondendo luce, senso, chiarore. Firmina, la giovane Firmina è esempio fulgido per tutti, ma specialmente per i ragazzi e i giovani è esempio di luce, di luce che nasce dalla ricerca ed incontro col Signore Gesù e dal coraggio di essere testimone credibile di speranza di vita. Per capire tutto questo è necessario saper distinguere il bene dal male, le cose buone dalle cattive. Oggi se non stiamo attenti l’obiettivo non è più quello della manipolazione delle coscienze quanto piuttosto quello della decoscientizzazione ossia quello di eliminare la percezione della coscienza; di addomesticarla, di renderla impassibile. Ciò equivale all’annullamento o per lo meno addomesticamento di quel sacrario interiore proprio di ogni individuo che gli consente di fare delle scelte responsabili. L’umanità sarà in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale con i criteri dell’intelligenza naturale che si orienta al bene mediante la buona coscienza?
Santa Firmina ci insegna a preservare questo dono prezioso, a formarlo ed educarlo con i criteri della fede, al fine di essere capaci di mettere in pratica le scelte giuste, quelle buone, ed essere così artefici attivi nella costruzione dell’unica autentica civiltà, quella dell’amore, capace di progredire e far crescere tutti”.
Al termine è stato consegnata al vescovo copia della raccolta dei documenti per la positio della causa di beatificazionen del servo di Dio Mons. Vincenzo Lojali depositata al dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano.

L’OMELIA DEL VESCOVO SODDU

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