Cattedrale di Terni – Celebrazione della Messa Crismale. Mons. Soddu: “Tutti siamo chiamati ad essere presenza viva e vivificante dello Spirito Santo, della sua novità, che è cura e sollievo in mezzo alle ingiustizie del nostro tempo”.

In una gremita cattedrale di Terni è stata celebrata la Messa Crismale del mercoledì santo, presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu amministratore diocesano di Terni-Narni-Amelia, alla presenza di tutti i sacerdoti diocesani e religiosi, diaconi, religiose, laici e di 300 ragazzi e ragazze di tutte le parrocchie della diocesi che riceveranno la cresima nei prossimi mesi, insieme ai catechisti e genitori. Presente il sacerdote della parrocchia ortodossa romena di Terni padre Vasile Andreaca
Una significativa espressione di unione e comunione di tutti i presbiteri nel ministero del sacerdozio e della missione evangelizzatrice a cui sono stati chiamati, ma anche di unione con l’intera comunità ecclesiale. La parte musicale della celebrazione è stata curata dal Coro Diocesano, diretto da don Sergio Rossini, all’organo il maestro Simone Maccaglia.
Il vescovo ha benedetto gli oli sacri che saranno usati nell’amministrare i sacramenti: l’olio dei catecumeni col quale sono unti coloro che vengono battezzati; del crisma, una mistura di olio e essenze profumate usata nel battesimo, nella cresima, nella ordinazione di sacerdoti e vescovi, nella dedicazione delle chiese; l’olio degli infermi, che viene utilizzato per dare conforto ai malati e per accompagnare all’incontro col Padre, i moribondi. L’olio è stato donato dalle parrocchie di Santa Maria Regina e Nostra Signora di Fatima dove svolgono il ministero i due seminaristi prossimi diaconi, insieme a quello proveniente dal “Giardino della memoria” di Capaci, donato ogni anno alla diocesi dalla Polizia di Stato, mentre l’essenza del bergamotto, con cui vengono profumati gli oli, è stata donata dalla Diocesi di Locri-Gerace in segno di comunione con tutte le Diocesi italiane.
«La bellezza della Messa Crismale ci porta a considerare l’incommensurabile grandezza dell’amore di Dio – ha detto il vescovo – e ci infonde energia nuova nello Spirito, mediante il quale ogni cosa è rinnovata. Tra cui la nostra esistenza per essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza, annunciare un messaggio bello, positivo e renderlo vero ed evidente attraverso azioni concrete di promozione e liberazione».
Salutando i cresimandi presenti li ha esortati a «cantare sempre con la vostra vita e il vostro esempio l’amore del Signore».

«L’oggi di Gesù è anche il nostro oggi – ha proseguito il vescovo nell’omelia -, vale a dire questo nostro tempo pervaso, nella nostra vita battesimale, dalla presenza dello Spirito, mediante il quale riceviamo anche noi la consacrazione e con essa un mandato specifico per poterlo poi rendere Vangelo vivo in ogni nostra giornata.
È l’oggi della storia e della cronaca che caratterizza questi nostri giorni nei quali sperimentiamo sempre più la veridicità del cambiamento di epoca in atto; senza rimpianti, nostalgie o fughe, siamo chiamati qui ed ora ad essere protagonisti dinamici della sana vivacità dello Spirito e non navigatori solitari sbattuti dalle onde o naufraghi alla deriva di una esistenza senza più respiro.
Siamo chiamati tutti, ogni battezzato, ciascuno di noi ad essere presenza viva e vivificante dello Spirito Santo, della sua novità, che è cura e sollievo in mezzo alle ingiustizie del nostro tempo; attenta tra le tante distrazioni o devianze di sempre, stracolma di speranza in mezzo all’oscurità del male che insinua di continuo. In mezzo a tutto ciò che rende il mondo, la società, le famiglie e le persone una sorta di mercato dell’usato in via di rottamazione, si renda evidente in noi la presenza rinnovatrice dello Spirito».
«La nostra consacrazione, sia dei Presbiteri come dei Cresimati, in sostanza di ogni cristiano, di ogni battezzato, non è il punto di arrivo di un percorso quanto piuttosto il punto di partenza, una sorta di base di lancio. Il Signore ci ha scelti. Non è un compito qualsiasi il nostro ma ministero di salvezza al quale, per poterlo assolvere, come per tutti gli incarichi di questo mondo è necessario essere fedeli. A noi, presbiteri e vescovo, non è conferito una sorta di scrigno delle meraviglie a cui magicamente attingere all’occorrenza ma, per poter realizzare quanto consegnato è richiesto un particolare impegno: “conformarsi all’immagine del Figlio”; perché, come egli ha offerto la vita “per Dio e per i fratelli”, così sia reso possibile anche a noi.
Questo significa che tutto ciò che anche minimamente possa disturbare, distogliere, annebbiare questa conformazione, deve essere lasciato fuori dalla porta del nostro essere; non perché si preferisca stare, come si suole dire, fuori dal mondo, ma perché in questo modo si possa rendere testimonianza di fedeltà e di amore generoso, nel mondo. La conformazione a Cristo è per noi il primo desiderio che deve accompagnare ogni istante della nostra vita per poterne determinare ogni genere di approccio a qualsiasi argomento, scelta ed obiettivo.
Oltretutto questo ci libera anche dalla sterilità sempre latente, semplicemente per il fatto che ogni amore, generoso nella fedeltà, non può che ottenere frutti abbondanti.
Oggi il Signore ci consegna i doni della sua presenza sacramentale attraverso gli olii, facciamo in modo che quest’olio non scivoli invano, non coli in fretta come se fosse esageratamente annacquato dalle nostre resistenze, ma alimenti consacrando, rinsaldi e risani ogni nostra debolezza».
In conclusione il riferimento a quanto anche oggi sia necessario essere autentici testimoni nella chiesa e nella società: «L’unzione dello Spirito Santo non è un argomento che riguarda soltanto i preti ma tutti i cristiani. Con il battesimo siamo immersi nella vita di Cristo e la vita di Cristo pervade tutta la nostra esistenza, ossia essere testimoni fedeli di un amore generoso. Spetta perciò a noi spalancare le porte del nostro essere e riconoscere ed accogliere la presenza bella e vivificante di Gesù».
Il vescovo ha ricordato quei sacerdoti e diaconi che in questo anno celebrano un particolare anniversario: i 60 anni di sacerdozio per don Andrea Morelli; i 50 anni di sacerdozio per don Sergio Colantoni e padre Gianfranco Palmisani ofm Capp; i 45 anni di sacerdozio di mons. Roberto Tarquini; i 35 anni di sacerdozio di don Cristoforo Kochanowski, padre Massimo Reschiglian ofm; i 30 anni di sacerdozio di don Conegundo Gargata, padre Sergio Prina Cerai ofm; i 25 anni di sacerdozio per don Stefano Mazzotti, don Mirko Mochi Sdb; i 20 anni di sacerdozio di don Riccardo Beltrami e don Pio Scipioni; i 15 anni di sacerdozio di don Marco Decesaris, di don Stefano Monai e don Sergio Rossini; i 10 anni di ordinazione di Sandro Castellani, padre Danilo Cruciani ofm, padre Angelo Gatto Ofm Capp; i 5 anni di sacerdozio di don Daniele Martelli e don Giuseppe Zen.
Diaconi: i 15 anni di ordinazione di diaconi Ideale Piantoni e Mauro Tosi, i 10 anni di ordinazione del diacono Luigi Macchiarulo.

OMELIA DEL VESCOVO

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