Gli Orientamenti Pastorali nascono in seno al Consiglio Pastorale Diocesano che ha individuato come priorità, tra le tante per la diocesi, quella della Mistagogia e dell’Iniziazione Cristiana.
Il Consiglio stesso poneva in evidenza due fondamentali criticità: un’assenza quasi totale di cammini di formazione per adulti nella diocesi e una Chiesa e, quindi, una liturgia che non intercettano più la vita delle persone. Sia gli adulti che, in modo riflesso, i giovani e i fanciulli, benché si dicano credenti fanno grande fatica a vivere la fede e a partecipare alle liturgie della Chiesa. Questo non soltanto perché non si comprende più il linguaggio dei segni liturgici, ma anche perché le stesso nostre liturgie sembrano, spesso, essere prive della forza sacramentale che le caratterizza.
L’Eucaristia, culmine e fonte della fede, come ogni liturgia esprime l’unità tra l’opera della Santissima Trinità che sempre agisce (nonostante lo stesso presidente) e l’atto di culto, espressione della comunità che pubblicamente celebra. Dissociando questa unità, sminuendo l’azione della Chiesa, con banalizzazioni o particolarismi fuorvianti, si perde gran parte della coscienza dell’azione salvifica della stessa.

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