Carissimi fratelli e sorelle, la liturgia della Parola di questa domenica, nella quale la nostra Chiesa diocesana celebra la festa del s. Patrono Valentino, focalizza l’attenzione sui comandamenti di Dio.
Il sostantivo “comandamento”, a primo impatto sembra stridere con il desiderio di libertà a cui tutte le persone aspirano e aspiriamo.
Bisogna ammettere che nell’intendimento comune le regole e le norme, soprattutto quelle scandite dalle disposizioni “fai questo, fai quello, non fare questo ecc.” sembra vadano a confliggere con la libertà; eppure, lo sappiamo molto bene, queste, se collocate entro l’ambito della civiltà e della giustizia sociale, servono per orientare meglio, anzi per educare la convivenza tra le persone e garantir così la libertà di tutti.
Posto questo, la Parola di Dio ci comunica qualcosa di altamente elevato: abbiamo sentito già nella prima lettura dell’A.T. dal libro del Siracide una sottigliezza straordinaria con l’affermazione: “Se vuoi osservare i comandamenti, essi ti custodiranno”.
Ciò significa che l’osservanza dei comandamenti non solo non è fine a sé stessa ma addirittura, nella misura in cui tu osservi ciò che il Signore ti dice, questo sarà utile per la custodia della tua vita. Tutto ciò però è veicolato dalla libera volontà delle persone: “se vuoi….”, come abbiamo sentito nel pensiero introduttivo.
“Stanno davanti a te fuoco e acqua, vita e morte, il bene e il male, scegli quello che vuoi sei libero ma sappi che “a nessuno (Dio) ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare”. Tutto questo dipende solo ed esclusivamente da te, dalla tua libera volontà di scegliere il bene o il male.
Da qui ha origine il senso pieno della felicità, della beatitudine: “Beato chi cammina nella legge del Signore”.
La Parola Ispirata, la Parola di Dio insegna che per poter aderire in pienezza a tutto questo è necessaria una particolare sapienza la quale va oltre quella che comunemente si ritiene essere tale. San Paolo nella seconda lettura parla di “una sapienza che non è di questo mondo”.
A tale proposito qualcuno potrebbe dire: se non è di questo mondo non ci riguarda e pertanto non può interessarci. Eppure proprio qui risiede il segreto della sapienza in quanto tale. Si tratta della sapienza di Dio che, prefigurata in tutta la storia della salvezza, è stata rivelata in pienezza dall’avvento dell’unigenito Figlio NSGC.
Che cosa ci dice il Figlio? Lo abbiamo sentito nella proclamazione del Vangelo: Egli riprende la Legge antica e le conferisce un significato inedito: “Avete inteso che fu detto, ma io vi dico”.
Questo brano è parte di un discorso ben più lungo e articolato che nel Vangelo di san Matteo segue alla proclamazione delle celebri beatitudini.
Le beatitudini costituiscono, diremo, la magna carta dell’identità del cristiano e tutto ciò che segue, e che abbiamo sentito in parte nel Vangelo di oggi, sono una sorta di decreti attuativi di questa nuova legislazione che però non abolisce la Legge e i Profeti, ossia quanto contenuto nell’AT.
Gesù stesso infatti afferma che la sua opera è quella di dare compimento a tutto ciò. Pertanto il modo di agire del discepolo del Signore deve superare la sapienza e giustizia stabilite e confrontarsi con il suo compimento, ossia con Gesù e il suo insegnamento.
Più di una volta il Signore ritorna su questo argomento. A lui non interessano le indagini demoscopiche o il numero di coloro che lo seguono, quanto piuttosto sta a cuore la risposta ed adesione personale alla buona notizia del Regno.
Quando -per esempio- chiese ai discepoli il parere delle persone su di lui, egli non commentando alcuna delle risposte, domanda direttamente ai suoi discepoli: “MA voi chi dite che io sia?” Oppure ancora quando a causa del suo insegnamento ben mirato ed esigente molti non lo seguirono più, ai suoi discepoli disse se volete andarvene anche voi siete liberi di farlo.
Cari fratelli e sorelle tutto questo il Signore Gesù lo fa non per umiliare o opprimere nessuno quanto piuttosto per sciogliere i vincoli di qualsiasi contenimento del bene posto da un limite umano e così proiettare la persona verso la libertà assoluta che proviene da Dio. Tale libertà coincide pienamente con l’amore, come ebbe modo di dire s. Agostino con la celebre espressione: “Ama e fai quel che ti pare”.
Il nostro San Valentino fa parte di questa schiera eletta. Egli però non è un numero anonimo fra tanti. Egli emerge per quella sapienza del cuore che coincide con l’amore di Dio. La sua norma di vita è stata aderire al Vangelo con quell’intelligenza di cui abbiamo sentito e pregato con il Salmo responsoriale “Dammi intelligenza perché io custodisca la tua legge e la osservi con tutto il cuore”.
Intelligenza, legge e cuore in Valentino sono pienamente in sintonia e connesse per formare l’ossatura robusta della persona e del santo.
Egli si presenta a noi come esempio fulgido da seguire sulla via della umanità e della santità.
Egli ha vissuto una vita buona perché ha nutrito la sua esistenza con il vangelo che è il bene sommo, il cibo sano per la vita sana.
Tra le tante opportunità di una esistenza nociva e a buon mercato ha saputo scegliere e coltivare questo bene e non lo ha barattato con nient’altro.
In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a inculcare il male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose risolutamente testimoniando una ovvietà che anche oggi necessita d’ esser presa in seria considerazione: se a una persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire.
Soprattutto per i ragazzi e giovani Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla via del bene.
Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi!
Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona.
Chiediamo a Maria Santissima la grazia di poter ricevere per le mani di san Valentino tutte le indicazioni della vita che, provenienti dal Signore, egli ha saputo sapientemente testimoniare. Amen

