Stroncone – solenne celebrazione nella festa del patrono beato Antonio Vici

Festa a Stroncone e nella parrocchia di San Michele arcangelo e San Nicola nella ricorrenza della traslazione del corpo del beato Antonio Vici da Assisi a Stroncone, con varie manifestazioni a carattere religioso, che sono culminate nella celebrazione del 21 agosto con la messa solenne al Santuario del Beato Antonio, presieduta da padre Massimo Travascio, Custode della Porziuncola e del convento di Santa Maria degli Angeli in Assisi. Al termine della messa la processione dal santuario alla piazza del paese con la statua e la reliquia del Santo e atto di affidamento a beato Antonio, accompagnata dalla filarmonica Le Contrade e dai tamburini e musici del corteo storico.
Presenti alla celebrazione la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Assisi Valter Stoppini, il sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani, autorità militari e civili del territorio e tantissimi fedeli.
“La memoria della traslazione del beato Antonio – ha detto padre Massimo Travascio –  il ritorno nella sua terra fra la sua gente è un atto d’amore di riconoscenza verso un uomo che ha dato lustro a questa terra nella logica del Vangelo, seminando tanto bene alla sequela del poverello di Assisi. Un ritorno non solo geografico, ma spirituale, perchè la restituzione di un dono alla sua comunità, che ancora oggi può godere della sua testimonianza luminosa secondo il Vangelo. Anche per noi la traslazone significa una chiamata dello Spirito, a farci spostare dalle nostre zone di comfort, ricordandoci che ogni giorno è una nuova ripatenza, anche nella fede. Il beato Antonio è stato una rosa nel giardino francescano, nascosto, umile, ma capace di dare bellezza a tutti. Il beato Antonio non ha fatto gesti eclatanti o che hanno fatto rumore, ma è stata una vita che ha lasciato il profumo buono del vangelo, profumo di una santità che è quella della fraternità vera, della preghiera semplice, dei valori di cui abbiamo bisogno di riappropiarci e non di una santità da esibire. Oggi abbiamo bisogno di questa santità,  piccoli segni che profumino le realtà in cui viviamo. Lasciare quelle che pensiamo essere le sicurezze del mondo e rimetterci in cammino per essere sempre nuovi cercatori di Dio, di una vita piena che è la vita in Dio. Il beato Antonio non è stato sedentario nello spirito, è stato un vero cercatore di Dio come un vero pellegrino di speranza e desideroso cercatore di fratelli da servire e amare, a cui annunciare la buona notizia di Gesù”.