Le reliquie di Giovanni Paolo II in diocesi

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Le reliquie di Giovanni Paolo II in diocesi
In occasione delle celebrazioni in onore del venerabile Giunio Tinarelli, per il 58esimo anniversario della morte avvenuta il 14 gennaio 1956, giungerà in diocesi l’ampolla con il sangue del beato Giovanni Paolo II, che sosterà dal 15 al 19 gennaio 2014 a Terni, Narni, Amelia, in un pellegrinaggio attraverso le tre città della diocesi e le loro principali chiese, e che si concluderà domenica 19 gennaio alle ore 16 nella Cattedrale di Terni con la solenne celebrazione presieduta da mons. Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.

Un avvenimento, promosso dalla Diocesi, dall’Unitalsi e dal Centro Volontari della Sofferenza, che unisce due testimoni della fede, modelli di santità maturata nella sublimazione della sofferenza nella malattia.

Tanti sono i legami umani e spirituali tra Giunio Tinarelli e Giovanni Paolo II, un Papa tanto amato che sarà canonizzato il 24 aprile: innanzi tutto la devozione alla Madonna che ha avuto un ruolo privilegiato nella spiritualità di Giunio, il quale trovava il suo paradiso nell’andare pellegrino nei santuari mariani, specie in quelli di Lourdes e Loreto; e poi il mondo del lavoro che il Papa polacco conobbe nella sua giovinezza quando fu operaio alla Solvey, mentre Giunio Tinarelli, appena quindicenne, fu operaio alle Acciaierie, la stessa fabbrica che papa Giovanni Paolo II visitò il 19 marzo 1981.

In quello storico avvenimento, nel quale per la prima volta un Papa si è recato in un grande complesso siderurgico, pranzando nella mensa aziendale insieme alle maestranze, ai dirigenti, ai rappresentanti sindacali, incontrando poi in Cattedrale tanti ammalati assistiti dai membri dell’Unitalsi, Giovanni Paolo II ebbe modo di ricordare quel giovane ternano: “Giunio Tinarelli, testimone di fede e di amore nella sofferenza – disse il Papa -. Nel ricordo di questo esemplare cittadino vi chiedo di pregare e di offrire le vostre sofferenze per l’umanità, per la Chiesa ed anche per me”.

Ma il legame più importante è certamente quello della fede, vissuta da entrambi nella sublimazione della sofferenza, un Papa e un operaio, che in situazioni tanto diverse di vita, si affidati completamente alla misericordia di Dio.

IL PROGRAMMA

TERNI: Le reliquie di papa Giovanni Paolo II saranno accolte mercoledì 15 gennaio alle ore 9.30 presso il monastero delle Clarisse di Colleluna a Terni e alle 12 nel monastero delle Carmelitane a Macchia di Bussone.

Nel pomeriggio, dalle ore 16, le reliquie saranno all’ospedale Santa Maria di Terni dove si terrà un incontro di preghiera.

AMELIA: giovedì 16 gennaio le reliquie saranno ad Amelia, nella chiesa di San Francesco per l’intera mattinata. Alle 15.30 saranno trasferite nella chiesa di San Massimiliano Kolbe dove alle 18 si terrà un incontro di preghiera e la messa. Alle ore 21 nella chiesa di San Francesco si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Ernesto Vecchi. (L’OMELIA DEL VESCOVO)

NARNI: venerdì 17 gennaio sarà la volta di Narni dove le reliquie saranno accolte all’ospedale alle ore 8.30. Alle 15.30 saranno trasferite in Cattedrale, dove alle 18 si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Ernesto Vecchi, (L’OMELIA DEL VESCOVO) la veglia di preghiera e adorazione fino alle 24.

Sabato 18 gennaio alle ore 9.30 si terrà a Narni nella Cattedrale la celebrazione eucaristica con i ragazzi delle scuole e alle 10.30 l’incontro – testimonianza con Rita Coruzzi autrice del libro “Il mio amico Karol”

TERNI: sabato 18 gennaio alle ore 16 le reliquie saranno nella Cattedrale di Terni, dove alle 21 si terrà la veglia di preghiera con il concerto del Trio Laudar Vollio e il tenore fra’ Alessandro Brustenghi, che eseguiranno brani di antiche laudi medioevali sulla storia della Salvezza.

Nel pomeriggio di sabato alle 16.30 presso il Museo diocesano di Terni ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica su: “Giovanni Paolo II a Terni” che ricorda la visita a Terni del 19 marzo 1981. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 26 gennaio.

Alle ore 17 sempre la Museo diocesano si terrà la conferenza del giornalista Saverio Gaeta sulla figura di Giovanni Paolo II e il mondo del lavoro.

Domenica 19 gennaio la giornata conclusiva nella Cattedrale di Terni dove il vescovo Ernesto Vecchi presiederà la celebrazione alle 10.45, mentre alle 10.30 presso il Museo diocesano ci sarà la commemorazione di Giunio Tinarelli. (L’OMELIA DEL VESCOVO)

Alle ore 12 alla mensa aziendale dell’Acciaieria si terrà la cerimonia per la posa di una targa ricordo della visita di papa Giovanni Paolo II, seguirà il pranzo comunitario alla mensa aziendale.

Alle ore 16 in Cattedrale la solenne concelebrazione presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.

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GIUNIO TINARELLI

Giunio Tinarelli nasce a Terni il 27 maggio del 1912. Precocemente inserito nel mondo del lavoro a causa delle non brillanti condizioni economiche della famiglia, Giunio a 12 anni inizia a lavorare presso una tipografia. Più tardi fu assunto negli stabilimenti delle Acciaierie di Terni. Nel 1937 fu costretto ad abbandonare il lavoro. Erano i prodromi di quella terribile malattia che inchioderà Giunio per 18 anni nel letto: la poliartrite anchilosante e deformante. La malattia ha un andamento progressivo e, nel 1940, anche le braccia perdono la loro funzione costringendo Giunio all’immobilità assoluta. La vicinanza di mons. Giuseppe Lombardi, fondatore dell’Oratorio di San Gabriele di cui Giunio fu socio attivissimo e animatore, riuscì a lenire l’enorme sofferenza. Con l’aiuto di Dio e con il fermo proposito di valorizzare al massimo questa sua dolorosa condizione esistenziale, Giunio Tinarelli inizia la sua attività di “apostolo dei malati”.

Nel 1948 ridà vita alla Sottosezione UNITALSI di Terni e organizza un pellegrinaggio a Loreto, quindi a Lourdes. Nonostante la terribile malattia, Giunio si impegna fortemente nella vita cristiana e diventa un punto di riferimento per la città, proprio per la sua capacità di consolare gli altri e sostenere le sofferenze del prossimo con la parola, il sorriso, la fede. Nel marzo 1953 viene nominato responsabile per il settore maschile dei Silenziosi Operai della Croce e nel settembre dello stesso anno, per la prima volta chiede, per “obbedienza”, la grazia della guarigione nella nascente casa per gli Esercizi Spirituali dei SOdC “Cuore Immacolato di Maria” di Re, vicino a Verbania.

Ma le condizioni fisiche, pian piano iniziano a scadere sempre di più, costringendo Giunio a ridurre drasticamente il suo impegno apostolico con i sofferenti. Il 14 gennaio 1956, Giunio muore a 44 anni, dopo 18 anni di immobilità e di sofferenze inaudite che, tuttavia, non hanno impedito alle opere di Dio di compiersi in terra.