Pasqua 2026 – messa Crismale

Il vaticinio del profeta Isaia, di cui abbiamo sentito nella prima lettura, ripreso e proclamato da Gesù nella sinagoga di Nazaret, inonda di luce questa celebrazione annuale della Messa Crismale e ci infonde energia nuova nello Spirito, mediante il quale ogni cosa è rinnovata.
Tra le cose rinnovate vi è la nostra esistenza, che non è cosa da poco.
Gesù nel commentare la Parola proclamata esordisce affermando: “Oggi”. «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Nella Preghiera colletta, che introduce la proclamazione della Parola di Dio, abbiamo invocato il Padre con le seguenti parole: “poiché hai consacrato il tuo unico Figlio con l’unzione dello Spirito Santo e lo hai costituito Messia e Signore concedi a noi, partecipi della sua consacrazione, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza”,
Carissimi fratelli e sorelle questo significa che l’oggi di Gesù è anche il nostro oggi, vale a dire questo nostro tempo pervaso -nella nostra vita battesimale- dalla presenza dello Spirito, mediante il quale riceviamo anche noi la consacrazione e con essa un mandato specifico.
È l’oggi della storia e della cronaca che caratterizza questi nostri giorni nei quali sperimentiamo sempre più la veridicità del cambiamento di epoca in atto; senza rimpianti, nostalgie o fughe, siamo chiamati qui ed ora ad essere protagonisti dinamici della sana vivacità dello Spirito e non navigatori solitari sbattuti dalle onde o naufraghi alla deriva di una esistenza senza più respiro.
Siamo chiamati tutti, ogni battezzato, ciascuno di noi ad essere presenza viva e vivificante dello Spirito Santo, della sua novità, che è cura e sollievo in mezzo alle ingiustizie del nostro tempo; attenta tra le tante distrazioni o devianze di sempre, stracolma di speranza in mezzo all’oscurità del male che insinua di continuo.
In mezzo a tutto ciò che rende il mondo, la società, le famiglie e le persone una sorta di mercato dell’usato in via di rottamazione, si renda evidente in noi la presenza rinnovatrice dello Spirito.
O se capissimo appieno la portata del dono dello Spirito e del mistero ad esso correlato!
Gesù, facendo sue le parole del profeta Isaia, dice espressamente mi ha consacrato con l’unzione e mi ha inviato ad annunciare un messaggio bello, positivo e a renderlo vero ed evidente attraverso azioni concrete di promozione e liberazione.
Carissimi fratelli e sorelle l’unzione dello Spirito Santo, mediane la quale il Padre costituisce il Figlio Sacerdote Re e Profeta, è “comunicata a tutto il popolo dei redenti”; in questi termini si esprime anche il prefazio di questa celebrazione.
Questo significa che non è una cosa, un argomento, una faccenda che riguarda soltanto i preti ma tutti i cristiani, ciascuno di noi. Con il battesimo siamo immersi nella vita di Cristo e la vita di Cristo pervade tutta la nostra esistenza: “oggi si è adempiuta questa scrittura”. E quell’oggi diventa permanenza che agisce nell’accoglienza del Signore.
Spetta perciò a noi spalancare le porte del nostro essere e riconoscere ed accogliere la presenza bella e vivificante di Gesù oppure, al contrario, innalzare i muri del dubbio o le varie opposizioni, come avvenne quel giorno a Nazaret da parte dei suoi concittadini.
Per quanto riguarda i preti, ad iniziare dal vescovo, sempre la preghiera del prefazio continua affermando: “con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza”.
Cari fratelli presbiteri, il Signore ci ha scelti, lo sappiamo e lo abbiamo risentito, “con affetto di predilezione e con l’imposizione delle mani ci fa partecipi del suo ministero di salvezza”.
Non è un compito qualsiasi il nostro ma ministero di salvezza al quale, per poterlo assolvere, come per tutti gli incarichi di questo mondo è necessario essere fedeli.
Ma, mi chiedo, come si può essere fedeli a tale ministero?
Sempre il prefazio ci indica la giusta direzione ribadendo: “Tu proponi loro come modello il Cristo, perché, donando la vita per te e per i fratelli, si sforzino di conformarsi all’immagine del tuo Figlio, e rendano testimonianza di fedeltà e di amore generoso”.
Dio Padre propone a tutti il Figlio come modello, e a noi, presbiteri e vescovo, non è conferito una sorta di scrigno delle meraviglie a cui magicamente attingere all’occorrenza ma, per poter realizzare quanto consegnato è richiesto un particolare impegno: “conformarsi all’immagine del Figlio”; perché, come egli ha offerto la vita “per Dio e per i fratelli”, così sia reso possibile anche a noi.
Questo significa che tutto ciò che anche minimamente possa disturbare, distogliere, annebbiare questa conformazione, deve essere lasciato fuori dalla porta del nostro essere; non perché si preferisca stare, come si suole dire, fuori dal mondo, tutt’altro! ma perché in questo modo si possa rendere testimonianza di fedeltà e di amore generoso, nel mondo
Cari confratelli, a noi viene raccomandato ciò che è richiesto ad ogni persona in qualsiasi stato di vita, ossia essere testimoni fedeli di amore generoso. Non è forse questo che si richiede in famiglia? Non è forse questo che mancando origina i dissapori e le fratture?
La conformazione a Cristo è per noi, cari confratelli, il primo desiderio che deve accompagnare ogni istante della nostra vita per poterne determinare ogni genere di approccio a qualsiasi argomento, scelta ed obiettivo.
Oltretutto questo ci libera anche dalla sterilità sempre latente, semplicemente per il fatto che ogni amore, generoso nella fedeltà, non può che ottenere frutti abbondanti.
Oggi il Signore, insieme alla Parola ci esorta a rinnovare le promesse sacerdotali; siano esse la conferma, arricchita dal ministero esercitato, con le sue fatiche e le sue gioie, di quanto il giorno dell’Ordinazione abbiamo espresso con sovrabbondante gioia.
Oggi il Signore ci consegna i doni della sua presenza sacramentale attraverso gli olii: del Crisma, dell’unzione degli infermi e l’olio dei catecumeni. Egli è sempre presente e agente nella nostra vita.
Facciamo in modo che quest’olio non scivoli invano, non coli in fretta come se fosse esageratamente annacquato dalle nostre resistenze, ma alimenti consacrando, rinsaldi e risani ogni nostra debolezza.
Maria Santissima, madre di Gesù e madre nostra, sostenga con tenero affetto le nostre vite e il nostro ministero.