Giovani – Diario del Cammino: da Tui verso O Porriño

Oggi segna il nostro primo giorno di viaggio a piedi! La nostra tappa è iniziata questa mattina alle 7:40, lasciandoci alle spalle la splendida cittadina di Tui. Il Cammino ci ha subito regalato paesaggi meravigliosi: abbiamo attraversato antichi ponti di pietra, camminato immersi nel fresco delle foreste e costeggiato le acque limpide del *fiume Louro* . Lungo questo sentiero ombreggiato abbiamo incrociato luoghi ricchi di storia, come il suggestivo *Ponte das Febres*, dove la tradizione racconta che si ammalò San Telmo, patrono dei naviganti.
Oggi, 25 luglio, è una giornata speciale per ogni pellegrino: è la solennità di San Giacomo. Lungo la strada ci siamo fermati per pregare e meditare insieme sul senso vero del servizio e su cosa significhi mettersi autenticamente alla sequela di Gesù. Un momento di forte intensità spirituale che ha dato il giusto ritmo ai nostri passi, ricordandoci che “siamo chiamati ad essere collaboratori nell’opera della creazione, capaci di relazioni autentiche e di cura reciproca”.

Siamo arrivati a destinazione nel primissimo pomeriggio e siamo stati accolti da un’atmosfera festosa e del tutto surreale: O Porriño era in piena festa paesana (le storiche Porrigalias), con le strade invase da figuranti in costumi romani, tende storiche e stand. Un’accoglienza decisamente vivace dopo la fatica della camminata!
Ci siamo sistemati all’Albergue Camino Portugues.Proprio nel cortile dell’ostello, in un’atmosfera di grande raccoglimento, abbiamo celebrato la Santa Messa. Poi, finalmente, il meritato riposo tra chiacchiere, bibite fresche e tornei a carte sul prato.
La giornata si è conclusa con un prezioso momento di condivisione tra le nostre Fraternità. Abbiamo riflettuto sulla bellezza assoluta del fare questo Cammino insieme. Abbiamo capito quanto sia importante affrontare le difficoltà supportandosi a vicenda. La vera sfida non è solo superare la fatica fisica, ma combattere la paura di rimanere soli e il rischio di non accorgersi del bisogno dell’altro.
Come ci ricorda Papa Leone XIV, *la finitudine e il limite, quando sono accolti nella verità, non impoveriscono l’essere umano ma lo aprono al riconoscimento del volto di Dio e dell’altro* .È proprio sperimentando la nostra vulnerabilità che nasce una compassione sincera e si costruisce una vera fraternità.
Oggi abbiamo scelto, passo dopo passo, di non lasciare indietro.