Narni – celebrazioni per la festa di San Cassio copatrono della città

Il 3 luglio la comunità diocesana celebra la memoria di San Cassio, copatrono della città di Narni. La solenne concelebrazione nella concattedrale di Narni presso il saccello è stata presieduta da don Matteo Antonelli amministratore diocesano, concelebrata dal parroco don Sergio Rossini, con i canonici del Capitolo della Cattedrale di Narni e i parroci della vicaria di Narni, animata dalla corale parrocchiale.
“Nelle letture di questa celebrazione nella memoria di san Cassio – ha detto don Matteo Antonelli nell’omelia – si evidenzia come Dio sceglie guardando il cuore delle persone. Il cuore di Cassio non è stato perfetto e senza colpe, ma quello di una persona come qualsiasi cristiano. Dio sceglie i peccatori, con le proprie fragilitàla, con la propria storia, perchè tu possa fa risplendere la gloria di Dio. E ci dice ancora: “Rimanete nel mio amore, sentitevi amati e amate”, ma in questo amore aperto agli altri, nell’amore vicendevole. Anche oggi l’esempio di Cassio ci chiede come comunità diocesana di rimanere nell’amore del Padre, ringraziando Dio di essere stati scelti e di vivere nell’amore e che ciò possa essere diffuso anche per altri”.
Al termine è stata recitata la preghiera a san Cassio.

La festa è preceduta dal triduo in onore di san Cassio: mercoledì 1 luglio alle ore 18 Celebrazione Eucaristica al sacello: “La fede di Agar e di Abramo” a seguire lectio divina.
Giovedì 2 luglio alle ore 17,30 S. Rosario e ore 18 Celebrazione Eucaristica al sacello: “La fede di Abramo (II) e di Gesù” a seguire adorazione eucaristica.
Sabato 4 luglio ore 16-17.30 Confessioni. Ore 18 Solenne celebrazione domenicale e a seguire “Sulle orme di San Giovenale” immagini dalla terra di Tunisia.

San Cassio fu vescovo di Narni dal 536 al 568. Il papa San Gregorio nei ‘Dialoghi’ e nelle ‘Omelie’ parla della sua vita e della sua santità. Resse la Chiesa di Narni durante le invasioni barbariche, si adoperò per ammansire la furia degli invasori, affrontò personalmente il re Totila che aveva distrutto Terni e Carsulae, ottenendo che la Narni fosse risparmiata.
Si narra che ogni giorno offrisse a Dio il sacrificio di riconciliazione effondendosi in lacrime e tutto quel che aveva dava in elemosina; infine, nel giorno in cui si celebra la solennità degli Apostoli, per la quale tutti gli anni era solito recarsi a Roma, dopo aver celebrato la Messa nella sua città e distribuito a tutti il corpo di Cristo, morì attorniato da tutti i suoi sacerdoti.
Le sue reliquie, nell’850, furono rubate e portate nella Basilica di San Frediano in Lucca. Nel 1679 una parte di esse fu restituita alla città di Narni e di nuove riposte nell’Oratorio ove era stato sepolto.