Narni – rievocazione dell’offerta dei ceri per la festa di San Giovenale 2026

Il 2 maggio, alla vigilia della festa del patrono di Narni San Giovenale, si tiene la tradizionale cerimonia “De Cereis et Palii Offerendi”, l’offerta dei ceri e dei palii. Il corteo storico, i rappresentanti dei castelli del territorio narnese, le corporazioni di arti e mestieri, i terzieri, rappresentanti delle autorità comunali e il sindaco Lorenzo Lucarelli, hanno porto il proprio omaggio all’amministratore della diocesi di Terni-Narni-Amelia don Matteo Antonelli. Si rinnova così il gesto delle autorità comunali della città di Narni, delle sue contrade e dei rappresentanti delle arti, per l’offerta dei ceri a san Giovenale, secondo gli statuti della città del 1371. Un invito all’accoglienza, alla solidarietà e all’unità che trova la sua origine proprio nella testimonianza di San Giovenale primo vescovo di Narni vissuto nel IV secolo.
La consueta, simbolica liberazione del prigioniero, è stata rappresentata in un gesto concreto di aiuto a favore dei detenuti del carcere di Pianosa per la dotazione di materiale informatico.
“L’Offerta dei Ceri che compiamo stasera non è un semplice omaggio formale – ha detto l’Amministratore Diocesano Antonelli nel suo saluto – ma il segno tangibile dell’offerta della nostra preghiera e della nostra vita al Signore, per intercessione del nostro Patrono. Guardiamo a Giovenale non solo come a un santo del passato, ma come al fondatore, all’evangelizzatore e al garante della fede di questa terra. È affascinante pensare come persino la struttura fisica di Narni sia stata stravolta dalla presenza del suo sepolcro: la città romana si è rimodellata attorno a lui. Se Narni è cristiana, se Narni celebra la Corsa all’Anello, se Narni possiede l’anima che tutti amiamo, è perché qui è passato e qui resta san Giovenale”.

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