Otricoli – festa di San Vittore 2026 la celebrazione e la processione. LE FOTO E IL VIDEO

Il 14 maggio ad Otricoli si celebra la festa religiosa dei santi patroni Vittore e Corona, con la messa nella collegiata di Santa Maria Assunta che è stata presieduta dall’amministratore diocesano don Matteo Antonelli, concelebrata dal parroco don Daniele Martelli e da don Jeanpierre Kaolongisa vicario foraneo di Narni, alla presenza del sindaco di Otricoli Antonio Liberati, dei rappresentanti dei Comuni di Narni, Calvi dell’Umbria e delle Confraternite maschili di San Vittore, San Giuseppe da Leonessa, Sant’Antonio abate e Santissimo Sacramento, e femminili Madonna del Rosario, Madonna Addolorata, Madre del Buon Consiglio di Otricoli. La celebrazione è stata animata dalla corale Marzio Erculei.
San Vittore, giovane di Otricoli, fu arruolato nell’esercito romano, nella milizia equestre di stanza a Damasco in Siria. Durante la persecuzione di Antonino fu accusato dal prefetto dell’Egitto e della Siria e capitano generale dell’esercito imperiale dell’Asia di nome Sebastiano, di essere seguace del cristianesimo. Dopo l’interrogatorio e vari supplizi, fu decapitato il 14 maggio del 168 d.C. Il corpo di San Vittore, riportato in patria e sepolto presso la città antica di Ocriculum non lungi dal Tevere, fu ritrovato dal vescovo Fulgenzio verso la metà del VI sec. Il Vescovo fece costruire sopra la sua tomba un altare, intorno al quale ebbe origine l’Abbazia intitolata al suo nome.
“In questa festa ricordiamo San Vittore che ha offerto la sua vita per Gesù – ha detto don Matteo Antonelli – come gli altri martiri otricolani che veneriamo. Ognuno di noi ha davanti a sé il dovere della testimionianza di rendere ragione della speranza dell’essere cristiani. Una testimonianza che va resa in ogni ambito della vita. Se siamo eredi di Vittore siamo chiamati ad essere testimoni, senza vergogna. Vittore ci ricorda che la vita è bella se la vivi al massimo e non hai paura dei nemici, ma devi temere solo chi può escluderti dalla pienezza della vita. Siamo eredi di una gente innumerevole che ha dato la vita per il Vangelo qui ad Otricoli. Oggi, l’intera comunità si è riunita per onorare il Santo, per dire che siamo eredi del senso pieno della vita, dell’essere cristiani. Attenti a non tradire San Vittore e il bene che ha testimoniato, per essere anche noi persone come quei molti martiri di queste terre seguaci di Cristo. Il coraggio dei giovani martiri ci riconsegnano quelle parole di amore e il senso della propria vita, e a noi è chiesta la capacità di vivere bene il nostro essere cristiani, di riporre nel Signore il nostro spirito, nel sacrario stesso di Dio, affinchè possiamo avere tutto il nutrimento ed essere segno di speranza”.
Nella festività dei Santi patroni, la parrocchia ha conferito il premio “San Vittore d’oro” a don Matteo Antonelli, originario di Otricoli, per il suo contributo alla storia locale culminato nella sua tesi di laurea, così che la sua opera accademica si è trasformata in dono per tutti, perchè con generosità e competenza ha condiviso il frutto dei suoi studi attraverso catechesi, incontri formativi, aiutando la comunità a riscoprire la sua identità. A questo si unisce l’attaccamento ad Otricoli e una profonda devozione ai santi patroni testimoniata costantemente dalla sua presenza e partecipazione agli eventi a loro dedicati.
Al termine della celebrazione è seguita la processione con le reliquie di san Vittore lungo le vie della città, accompagnata dalla banda musicale di Otricoli e Fornole, e che si è conclusa sul sagrato della colleggiata, dove don Matteo ha impartito la benedizione alla città.

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