Giornata per la Vita – Veglia diocesana di preghiera per la Vita. Nel 2025 aiutate 30 mamme dal Movimento per la vita di Terni

Venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 21.00 presso la Cattedrale di Terni, sarà celebrata la veglia diocesana di preghiera in preparazione della 48° giornata per la vita del 1 Febbraio 2026, presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu. La Pastorale Familiare Diocesana in collaborazione con il Movimento per la Vita di Terni invitano a partecipare numerosi al fine di trasmettere l’importanza e la cura della vita in ogni istante dal concepimento al suo tramonto, al termine della veglia verranno raccolte le offerte per le Primule, il cui ricavato sarà destinato al Movimento per la Vita – Centro di Aiuto alla Vita Onlus di Terni per l’aiuto economico e materiale alle mamme in gravidanza, in particolare per quelle tentate di abortire volontariamente.
Grazie al generoso contributo, diventato ormai tradizionale nella Diocesi nella prima domenica di febbraio, sono stati aiutati a nascere 402 bambini in questi 20 anni di attività di volontariato. A Gennaio del 2026 è nato un altro bambino e si attende la nascita di un secondo nei prossimi mesi. 91 bambini su 400 nati (22,8 %) hanno beneficiato di un sussidio economico mensile offerto dal CAV o di Progetto Gemma a distanza, grazie al quale non sono stati abortiti. Nel 2025 sono state aiutate 30 mamme con i loro bambini già nati, o ancora in gravidanza.
Riflessione sul messaggio per la 48 giornata per la vita 01.02.26
CASISTICA CAV anni 2006-2025

Nel messaggio i Vescovi ci invitano ad un “serio esame di coscienza”. Sono troppe le violenze di ogni genere che colpiscono i nostri fratelli più piccoli ed innocenti! Dicono i Vescovi: “Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.” E segue il lungo l’elenco delle sopraffazioni. Tra queste i nostri Pastori ricordano “i bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo”. Questo si verifica mediante la fecondazione in vitro, secondo la legge 40/2004, quando vengono utilizzati i gameti (ovuli e/o spermatozoi) di soggetti donatrici/donatori o gli embrioni crioconservati e scongelati, che vengono trasferiti nell’utero di un’altra donna che si presta come “madre surrogata”. Questa pratica, detta anche dell’”utero in affitto”, non è ammessa in Italia, anzi è stato stigmatizzato come “reato universale”.
E poi, scrivono ancora i Vescovi, “Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.” La diagnosi prenatale è sempre più diffusa per un intento prevalente di “selezione” del bambino malato, destinato nella stragrande maggioranza dei casi al cosiddetto “aborto terapeutico” secondo la legge 194. Ma sono ancora più di 65 mila, ogni anno in Italia, i bambini e le bambine, anche sani/e, che vengono eliminati/e con l’aborto chirurgico e, sempre più in maggior percentuale con l’aborto chimico detto farmacologico, mediante la pillola RU486 e le prostaglandine. Pur nel grave declino demografico delle società occidentali, in particolare quella italiana, le maggiori Istituzioni mondiali (OMS) ed europee insistono nel promuovere l’aborto volontario come “diritto della salute riproduttiva della donna”.
Per un serio esame di coscienza i Vescovi finalmente ci chiedono una vera conversione nel senso del: “Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generatività, del “desiderio di trasmettere la vita” e di servirla con gioia. E del Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini”.
Accogliamo dunque questo invito a lasciar parlare i bambini e ad ascoltarne la voce, e prestando la nostra voce a loro quando sono ancora nel silenzio del grembo materno, perché siano accolti ed amati come i veri protagonisti finalmente, del loro e del nostro destino.

Messaggio_GiornataVita_2026