Narni – solenne celebrazione in onore di San Giovenale, presieduta dal card. Enrico Feroci.

La festa del santo patrono Giovenale è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, e tantissimi fedeli hanno partecipato domenica 3 maggio alla solenne celebrazione presieduta dal cardinale Enrico Feroci, concelebrata dall’amministratore diocesano don Matteo Antonelli, dal vicario foraneo di Narni don Jeanpierre Kalongisa e dal parroco della Concattedrale di Narni don Sergio Rossini, e alla successiva processione per le vie della città con il busto del Santo. Il tutto accompagnato dallo scenario della città antica e dalla coreografia della sfilata del corteo storico in ricchi abiti medievali.
Alla celebrazione nella concattedrale di Narni erano presenti il sindaco Lorenzo Lucarelli, che ha donato l’olio e acceso la lampada davanti al busto di San Giovenale e recitato la preghiera di affidamento al santo patrono, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la consigliera regionale Eleonora Pace, i sindaci dei Comuni di Calvi dell’Umbria, di Otricoli, i rappresentanti di alcuni comuni che hanno come patrono San Giovanenale e delle chiese della zona che in passato erano parte dell’antica diocesi di Narni, le autorità civili e militari della provincia di Terni, i rappresentanti delle parrocchie del narnese che hanno offerto i ceri, i rappresentanti dei Terziari Fraporta, Mezule e Santa Maria e del corteo storico della Corsa all’anello, i cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme e tanti fedeli narnesi.
Ricordando la figura del santo patrono e primo vescovo di Narni nel 1650 anniversario della morte, il cardinale Feroci ha sottolineato ne ha sottolienato l’attualità come testimone attuale della fede «San Giovanale ha parlato di Gesù, ha vissuto per lui, ha operato attraverso di lui».
«Essere cristiani significa portare il Vangelo che abbiamo ascoltato nella vita di ogni giorno – ha aggiunto il cardinale –. Il tesoro della pienezza di vita è il Vangelo di Cristo. Il cristianesimo si basa sull’evento di Gesù, figlio di Dio, morto in croce e sepolto, poi risorto. Oggi la chiesa ci fa riflettere sulla fede grande che supera ogni timore. La nostra fede poggia su un evento, abbiamo bisogno di fatti, di incontrare il Signore. Le persone che ci hanno preceduto, avendo sperimentato la bellezza e la significatività di quella persona, san Giovenale venuto dall’Africa, l’hanno rinconsciuto come presenza di Dio. Oggi abbiamo bisogno di testimonianze vive e autentiche che ci dicano con la loro vita la loro fede, nata dall’incontro con Gesù. I santi non sono solo esempi da seguire, ma sono coloro che indicano la vera presenza di Gesù il Risorto».

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