A conclusione della festa dedicata alla Madonna del Ponte a Narni scalo, recuperando la tradizione devozionale dei cammini verso luoghi santi, la ripresa dell’attività pastorale diocesana ha visto la comunità ecclesiale riunita domenica 13 settembre per il pellegrinaggio diocesano al santuario diocesano della Madonna del Ponte e la solenne concelebrazione presieduta da mons. Giuseppe Piemontese vescovo emerito di Terni-Narni-Amelia, concelebrata dall’amministratore diocesano don Matteo Antonelli, con i sacerdoti e tantissimi fedeli della diocesi, presente il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, il presiedente del Consiglio Comunale Mercuri e altre istituzioni civili. La celebrazione è stata animata dalla corale diocesana diretta da don Sergio Rossini ed hanno prestato servizio diaconi e accoliti del santuario.
Un pellegrinaggio che trova le sue radici nella devozione mariana, nella cultura dell’amore e della pace, una preghiera corale per porre sotto la protezione della Madonna l’intera chiesa diocesana, per cogliere una nuova forza e una nuova ispirazione nell’essere testimoni di pace in questo periodo di conflitti, di violenza e insicurezza.
“Siamo qui con le nostre preoccupazioni e le nostre speranze – ha detto mons. Piemontese -. Come cristiani, popolo di Dio presentiamo al Signore, attraverso Maria, le pene e le ansie delle nostre famiglie e comunità e del mondo per ricevere forza e coraggio per tutti”.
Proprio alla pace è stata dedicata la rilfessione iniziale dell’omelia di mons. Piemontese: “Questa sera vogliamo dare voce e cuore alla ricerca e all’invocazione del bene inestimabile della pace. Quale eco degli insegnamenti e delle implorazioni di papa Leone, chiediamo che la nostra umanità, Magnifica umanità, arricchita dal dono dello Spirito Santo, possa riscoprire la preziosità e la bellezza di cui l’ha ornata il Creatore. Non si autodistrugga attraverso le guerre (pensiamo a quelle in atto alle porte dell’Europa: Ukraina, Terra Santa, Israele e Palestina, Iran) e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, usata da parte di una schiera di potentati per esercitare dominio e coercizione su popoli e nazioni con forme di nuovo colonialismo globale. La celebrazione della Madonna del Ponte di quest’anno vuole avere come primo scopo la richiesta a Maria, Regina della Pace, del dono della pace”.
Il vescovo Piemontese ha poi sottolineato nell’omelia il momento particolare di attesa in diocesi di un nuovo vescovo che “dovrà condurre all’unità il popolo di Dio e a proclamare nel nostro tempo la presenza del Signore Gesù, Risorto. E noi dobbiamo disporci a ripensare in maniera sinodale l’annuncio del vangelo e la testimonianza della fede e della carità in questo cambiamento d’epoca. Invochiamo il dono di un pastore secondo il Cuore di Cristo, imparando a guardare oltre, radicandoci comunque nella convinzione che i Pastori passano, ma Cristo, il Pastore grande delle pecore, resta”.
Ed infine la riflessione sul Vangelo delle nozze a Cana: “il popolo, che è trascurato e non conosce, non gusta il vino dell’amore e della gioia, che Dio ha riversato nella comunità di Israele. La constatazione – implorazione di Maria vale anche per l’umanità di oggi: non hanno vino! Siamo una umanità ebbra di surrogati anche religiosi, di droghe, di manie di potenza e di grandezza, incapace di riconoscere e gustare il vino dell’amore, che Dio ha riversato nel cuore di ogni uomo o donna, l’amore che Gesù ha donato nel vino dell’Eucarestia. E’ la sua vita donata per la vita di tutti. La riserva di amore è piena, forse oggi mancano i servitori, i diaconi, appassionati e entusiasti che facciano conoscere e distribuiscano il vino dell’amore di Cristo perché tutti credano in Gesù. Infine Maria ripete anche oggi a tutti noi per l’ennesima volta il suo desiderio per colmare la nostra mancanza di amore: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!”. Sono parole che riassumono la missione di Maria verso l’umanità e la pedagogia educativa nei confronti dei discepoli di Gesù. Ella indica che occorre prestare ascolto a qualsiasi parola di Gesù. La familiarità con la Parola di Gesù è il segreto per risolvere il problema della mancanza di vino, procurarsi il vino della gioia, della vita”.
La celebrazione si è conclusa con la preghiera a Maria presso la grotta che custodisce la venerata immagine della Madonna con il Bambino all’interno del santuario.
Pellegrinaggio diocesano alla Madonna del Ponte – Mons. Piemontese: “La celebrazione vuole avere come primo scopo la richiesta a Maria del dono della pace”
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