Corpus Domini 2021 – Adorazione eucaristica nella cattedrale di Terni

INTRODUZIONE
La pandemia e il distanziamento che impediscono la pubblica manifestazione della fede eucaristica. Tuttavia nella ricorrenza della festa del Corpus Domini esprimiamo vicinanza col Signore, presente nell’ Eucarestia, vicinanza spirituale tra di noi, preghiera per la liberazione dalla pandemia e supplica per la pace e la guarigione nel mondo.
Preghiera per le vocazioni, nuove vocazioni e perseveranza.

RIFLESSIONE
Parafrasando il Padre Nostro, san Francesco così commenta l’invocazione ‘dacci oggi il nostro pane quotidiano’: “Il nostro pane quotidiano, il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e reverenza dell’amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì” ( FF 271).
Una vita tutta vissuta nello Spirito, legge fatti ed eventi incentrai nella relazione con Dio. Chiediamo il pane quotidiano, alimento della vita del corpo, ma anche il vero pane che sostiene e nutre l’esistenza dello Spirito.

E nella sua prima ammonizione, tutta dedicata al mistero del Corpo del Signore, scrive stupendamente: “Per cui lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, è lui che riceve il santissimo corpo e il sangue del Signore. … Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con gli occhi del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con gli occhi dello spirito, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero. E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli …” (FF 143-145).
Siamo nella stessa condizione degli apostoli, che con gli occhi della carne vedevano Gesù di Nazaret, figlio di Maria, e con la fede vedevano il figlio di Dio, (e per molti la fede era titubante), così è anche per noi. Vediamo il pane, ma con la fede crediamo che siamo in presenza di Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, nel segno del pane e vino.
La fede va alimentata giorno dopo giorno con la preghiera, con la Parola e l’eucarestia.

Se ci domandiamo qual è la virtù specifica dell’Eucarestia, a cosa tende, non possiamo non rispondere con sant’ Agostino: “La virtù propria di questo nutrimento è quello di produrre l’unità, affinché, ridotti ad essere il corpo di Cristo, divenuti sue membra, siamo ciò che riceviamo” (Disc. 272). L’amen che rispondiamo al ‘corpo di Cristo’ proferito dal sacerdote al momento della comunione eucaristica ha proprio questo significato: sì, riconosco di far parte di quel Corpo e accetto di vivere in modo da non ferire mai l’unità di quel corpo. È il mistero della comunione con Dio e tra gli uomini diventato lo scopo supremo dell’agire del cuore. Come dice l’orazione sulle offerte: “Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell’unità e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo”.
Siamo membri della chiesa Sinodale che tende all’unità e alla comunione. Solo l’Eucarestia ci raduna in unità, forma di noi un corpo solo.
Le divisioni tra di noi, tra il clero, tra i fedeli, tra pastori e fedeli è segno di mancanza si eucarestia, di vera eucarestia. La nostra o è assenza di Eucarestia o è celebrazione superficiale, distratta, infruttuosa.
L’Eucarestia vera è il cantiere dove si fabbrica la chiesa, una, santa, cattolica, apostolica. Diciamo grazie al Signore perchè è rimasto in mezzo a noi, perchè possiamo custodire la sua presenza in mezzo a noi, vogliamo accrescere la nostra consapevolezza, l’umiltà, l’accoglienza, la disponibilità, la gratitudine, l’amore.