San Giovanni Apostolo ed Evangelista in Collicello

collicelloVicaria: AMELIA
Parroco: mons. Francesco De Santis

Segretario: Barcherini Anna Maria

Delegato catechista: Marzia Ferri

Abitanti: 192

Indirizzo: via Don Mentore, 12  Loc. Collicello  –   05022 Amelia

Chiese: San Giovanni Apostolo ed Evangelista – chiesa Santa Maria delle Grazie

Telefono: 329.2205555

Email: desantis.francesco@diocesitna.it  (parroco)

 

Orari Messe
Festivo: ore 10.00

Capienza chiesa: 25 persone

 

1° Sabato del messe Messa in onore alla Vergine presso la Madonna delle Grazie ore 17.00 (Invernale ore 16.00)

 

Sabato 31 luglio una bella rappresentanza delle comunità cristiane di Collicello e di Frattuccia ha accompagnato in pellegrinaggio ad Assisi i fanciulli che nel mese di giugno hanno fatto la Prima Comunione.

Essendo in loco uno speco francescano ci si è intrattenuti nella preparazione sul Santo di Assisi e l’Eucarestia. Da qui la proposta di un’educanda: “Ci porti a pregare San Francesco in Assisi”. E’ stato scelto uno giorno così prossimo al 2 agosto, festa del Perdono, per sentirci maggiormente immersi nella misericordia senza limiti di Dio, espressa dall’indulgenza della Porziuncola. Nel portico antistante la basilica del Santo un gruppo di persone dall’accento veneto commenta piacevolmente il grande movimento della gente (c’erano a vivacizzare la piazza numerosi gruppi di Boj Scouts) con simpatici tocchi di spiritualità. Tengo particolarmente attenti i miei orecchi per carpire qualcosa dei loro commenti.

Da una persona in modo chiaro e grazioso nella forma arriva la considerazione: Come si fa a non condividere la dottrina di Cristo con un testimone della sua parola del calibro di San Francesco! Un altro aggiunge: Sarebbe sufficiente ricordare il suo motto “pace e bene”.

Questi fugaci accenni sulla religiosità di Francesco mi hanno indotto a scrivere, perché potrebbero provocare positive riflessioni e aiutare a dare più ordine alle idee su Gesù. Si capisce ed è auspicabile una rispettosa critica a certi che si dicono cristiani, ma di fatto agiscono in modo incoerente. Dedurre da tale comportamento la critica sulla dottrina di Cristo è una faciloneria imperdonabile, o piuttosto una colossale ottusità o una siccata cattiveria. Mi è sufficiente per inchinarmi dinanzi alla sublimità di tale dottrina richiamare l’aspetto rivoluzionario di Cristo sulle relazioni sociali, offrendo il messaggio della “Fratellanza” che Francesco comprese bene e realizzò in modi che fanno vibrare le corde della commozione.

Come non estasiarsi commossi dinanzi alla sua preghiera semplice: “Signore, fa di me uno strumento della tua pace: signore fa di me uno strumento del tuo amor”. La convivenza è un’esigenza naturale perché l’uomo dovrebbe sentirsi disponibile a coltivare l’accordo con gli altri; l’invito a camminare insieme agli altri mano nella mano, offrendo sorriso e incoraggiamento senza farsi condizionare da chi ci sta accanto, se amico o meno, è la santa, mirabile rivoluzione di Cristo. Dovrebbe essere troppo palese che da questo stile di agire la vita si arricchisce sul piano individuale, famigliare e sociale. Cosa dedurre dinanzi al lugubre scenario dell’uomo contro uomo, di popoli che si puntano addosso le armi?
Non è un’utopia la rivoluzione di Cristo: richiede idee chiare e coraggio. Considerare il messaggio della fratellanza “oppio” del popolo denota o slealtà o idee troppo annebbiate.

Don Domenico Venturi